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Il grano, dalla selezione alla pulitura: ecco i passaggi nel molino

Approfondimenti

Da quando facciamo il mestiere di mugnai sappiamo che le persone tendono a pensare che il grano, come prodotto della terra, sia unico nella sua essenza, e che la farina, estratta dal grano, sia altrettanto unica ed elementare nelle sue caratteristiche fisiche, necessariamente bianca oppure, dato che oggi è sempre più richiesta, integrale.

Con questo approfondimento intendiamo superare questo “non concetto”, partendo dall’inizio di una giornata tipo: nel piacevole momento della prima colazione, preferite cominciare con qualche biscotto nel caffelatte o con il classico cappuccino e croissant?

Ora, provate a considerare i prodotti dolciari protagonisti di quei momenti. Il primo, basso e con una struttura compatta, il secondo, ben alveolato e magari con una capace bolla, al suo interno, che ospita un lucido fiocco di marmellata. La domanda sorge spontanea: ”da dove traggono origine queste forme così diverse?”. Sebbene si tenda a pensare che la loro origine sia unica, un biscotto ed un croissant prendono forma da farine ottenute da grani dalle caratteristiche completamente differenti.

L’origine del grano e il ruolo del mugnaio nella selezione della materia prima

Il tono discorsivo delle righe iniziali è servito per introdurre con disinvoltura e senza tecnicismi un argomento che, nell’attività quotidiana del mugnaio, è in realtà molto più complesso. Infatti, al mugnaio spetta di selezionare gli specifici grani che, da una parte, daranno al biscottificio una farina con modestissima capacità lievitante (così da mantenere basse le formelle dei frollini durante la cottura) e, dall’altra, al produttore di croissant una farina di elevata forza lievitante, capace di far raddoppiare o triplicare il volume del dolce crudo al contatto con il calore del forno.

Il capitolo della materia prima è il primo e il più importante nel libro della macinazione, che sebbene sia rimasto un processo concettualmente antico, oggi si svolge con macchinari ed in ambienti che hanno seguito l’evoluzione delle istanze di sicurezza, igiene e salubrità. La macinazione è un processo antico, perché la farina che esce dal molino deve essere quella di sempre. Ci sono però delle variabili determinanti: la scelta della materia prima e la sensibilità del mugnaio che segue e regola i macchinari.

La selezione del frumento è una delle fasi più impegnative del nostro mestiere perché richiede un’approfondita conoscenza dei vari tipi di grano (qui puoi avere più informazioni sulle proprietà del grano tenero). Ogni varietà, infatti, ha particolari caratteristiche molitorie e queste si traducono in farine a loro volta diverse per proprietà ed usi.

Ritornando all’esempio introduttivo, possiamo ottenere la farina più indicata alla produzione di frollini solo dalla macinazione di un grano basso di proteine, con caratteristiche alveografiche di forza modesta ed estensibilità elevata. Al contrario, la farina per croissant necessita di grani ad alto contenuto proteico con caratteristiche alveografiche molto elevate.

chicchi di grano

A sinistra, un grano tenero ricco di proteine, si notano i chicchi scuri, allungati e piccoli. A destra, un grano tenero povero di proteine, si notano i chicchi più chiari, tozzi e voluminosi.

sezione di chicchi di grano

A sinistra, la sezione del chicco di un grano tenero ricco di proteine, si nota il corpo vitreo. A destra, la sezione del chicco di un grano tenero povero di proteine, si nota il corpo più farinoso.

 

Il tema della provenienza del grano è oggi tra quelli che, nell’ambito alimentare, più coinvolgono l’opinione pubblica. Fermo restando che la produzione italiana non è sufficiente per il fabbisogno nazionale, è altrettanto innegabile che grani che provengono da diverse parti del mondo, come l’Europa o l’America del Nord, abbiano proprietà molto diverse tra loro a causa dei differenti climi e terreni in cui crescono. È proprio l’esperienza del mugnaio l’elemento determinante per esaltarne, all’occorrenza, le potenzialità.

Noi di Mulino Padano siamo particolarmente sensibili alla “questione” del grano nazionale. Già nel 2005, per primi in Italia, abbiamo sviluppato un progetto mirato a produrre una gamma di farine con grano nazionale al 100%, e oggi offriamo anche farina a filiera certificata con la linea Scelte di Campo. Questo è possibile perchè il nostro molino sorge proprio sulle rive del fiume Po, nella zona di produzione dei migliori grani teneri italiani.

Il grano arriva al molino: dal ricevimento alla pulitura

Dopo aver parlato dell’origine della materia prima, vediamo il percorso del grano nel molino. Partiamo con le fasi di controllo e accettazione del carico.

Step 1: l’arrivo al molino

Appena arrivato al molino il carico di grano viene sottoposto subito a due rigorosi controlli:

  • una prima indagine olfattiva per escludere odori sospetti
  • un’indagine visiva per valutare il livello di presenza di corpi estranei non scartati dalla mietitrebbia, come pagliuzze, semi anomali e polvere.

Il mancato superamento di questa prima fase di controllo porta indiscutibilmente al respingimento del carico.

Step 2: la misurazione del peso specifico

A queste prime valutazioni segue la misurazione del peso specifico, elemento di giudizio che determina la capacità molitoria del cereale. Questo passaggio è importante: se il peso specifico risulta al di sotto dei valori di riferimento, può portare al rifiuto della merce.

Step 3: le analisi sul livello qualitativo del grano

Seguono poi le analisi all’ingresso, che definiscono il livello qualitativo del grano. In questa fase si rilevano il contenuto proteico ed altri parametri che, con questo, devono essere direttamente proporzionali. Se corrispondono ai valori tipici della varietà, si ritiene conclusa la fase di accettazione del grano.

analisi grano

Alcune delle analisi svolte sul grano nella fase di accettazione.

Step 4: insilamento e pre-pulitura

A questo punto, il cereale inizia il suo percorso verso l’insilamento, lungo il quale deve attraversare una macchina che effettua, per vaglio ed aspirazione, il processo di pre-pulitura, rendendolo idoneo al periodo di permanenza nei sili di stoccaggio.

Tutta la fase di ricevimento, scarico ed insilamento del grano è controllata e registrata da un sistema di tracciabilità totalmente informatizzato, che permette di ricostruire tutta la filiera produttiva di un lotto di farina. Nel nostro molino, questa fase rappresenta una situazione organizzativa di assoluta avanguardia.

Step 5: la valutazione dei valori reologici

A questo punto le nostre analiste, con un particolare molino da laboratorio, macinano separatamente i campioni prelevati da ogni carico di grano accettato e, con adeguati apparecchi, giungono ai valori reologici che definiranno il comportamento della farina nel processo dell’impasto e della lievitazione.

Step 6: la pulitura del grano

Ora che sono note tutte le caratteristiche del grano insilato, questo è pronto per essere pulito da ogni impurità. Si avvia il processo di prima pulitura, al quale ne segue uno di seconda pulitura, al compimento del quale il lotto di grano entrerà nella fase finale di lavorazione, la macinazione (in questo articolo puoi leggere di più sulla macinazione a cilindri, mentre qui puoi approfondire la macinazione a pietra).

Il passaggio del grano nella selezionatrice ottica

Durante il processo di pulitura, il cereale viene liberato dalle impurità con le quali convive dal momento del raccolto, per mezzo di aria di aspirazione e di macchine a battitori e a vaglio. Questi impianti, sebbene si basino su principi messi a punto nella seconda metà dell’ottocento (quando l’industria molitoria visse la propria rivoluzione, con l’introduzione della macinazione a cilindri controrotanti) sono di ultima generazione e presentano sistemi a velocità differenziata, con buratti a piani oscillanti e delle vagliatrici di semole.

L’innovazione nel processo di pulitura del grano ha subito una svolta in anni recenti, con l’introduzione delle macchine a selezione ottica. Queste macchine sono capaci di “fotografare” tutti i chicchi del flusso del cereale, scartando quelli spezzati, avvizziti o anneriti.

Fino ai primi anni 2000, le sezioni di pulitura dei molini moderni funzionavano all’incirca come una volta, ossia definendo gli scarti sulla base del criterio del peso e della dimensione. In questo modo, un materiale estraneo più leggero di un chicco di grano, come ad esempio una pagliuzza, veniva aspirato, mentre un materiale estraneo più grosso di un chicco veniva scartato da appositi vagli. Le puliture convenzionali, tuttora comunemente in uso, non sono in grado di scartare quei chicchi che, pur avendo le stesse dimensioni e peso di un chicco buono, presentano vizi cromatici. Tali difetti non pregiudicano soltanto l’estetica della farina (con importanti ripercussioni su alcuni tipi di prodotto finito, come la pasta fresca), ma possono implicare anche un aumento di agenti contaminanti nel prodotto finito, perchè spesso le variazioni cromatiche del chicco sono indice di attacchi da parte di muffe o funghi.

Per difenderci da questa minaccia, nel nostro molino abbiamo installato una selezionatrice ottica di ultima generazione, che viene attraversata per ben due volte da tutti i chicchi di grano prima della macinazione. Questa macchina distribuisce il grano in un flusso omogeneo, lo illumina con particolari lampade e lo fotografa con fotocamere ad alta risoluzione. In questo modo si evidenzia anche la più piccola anomalia e il chicco identificato come “cattivo” viene automaticamente scartato da un flusso d’aria concentrato. 

selezionatrice ottica

Il grano all’interno della selezionatrice ottica.

chicchi scartati selezionatrice ottica

Chicchi di grano tenero scartati dalla selezionatrice ottica per la presenza di difetti cromatici.

Per concludere…

In pillole:

  • la scelta del grano varia in base al tipo di prodotto finale che si vuole ottenere
  • il livello di proteine e le caratteristiche alveografiche variano da grano a grano
  • i grani, a seconda della provenienza, hanno proprietà molto diverse tra loro a causa dei differenti climi e terreni in cui crescono
  • tutte le fasi di passaggio del grano, dall’arrivo al molino alla pulitura, sono caratterizzate da controlli rigorosi volti ad eliminare le impurità e a verificare le caratteristiche del cereale
  • un passaggio determinante, ma tuttora poco diffuso, è quello della selezionatrice ottica, che scarta materiale estraneo e chicchi non idonei alla macinazione.

In un molino al passo con i tempi, un prodotto della natura apparentemente elementare come il grano, è sottoposto a verifiche numerose e tecnologicamente avanzate, tutte finalizzate a garantire la massima salubrità delle farine ottenute. La grande attenzione nei confronti del grano è motivata dal fatto che esso è l’unico “ingrediente” della farina: sbagliarne la scelta vanificherebbe anche l’impegno dedicato alle successive fasi di lavorazione.