Mulino Padano con Foodtech Incubator per sostenere le startup agroalimentari
Rassegna Stampa25 Settembre 2025
Il Verona Agrifood Innovation Hub lancia il programma nazionale che favorisce il trasferimento tecnologico dal mondo accademico alle imprese e noi siamo orgogliosi di essere parte di questo progetto. Scopri i dettagli in questo articolo scritto da La Repubblica. Buona lettura!
Verona, 25 settembre 2025 – Accelerare il passaggio delle innovazioni dal laboratorio al mercato in un settore strategico ma dal potenziale inespresso. Questo è l’intento di Foodtech Incubator, il programma dedicato a trasformare le migliori ricerche universitarie, spin-off e idee early-stage in imprese del futuro. A lanciarlo, il Verona Agrifood Innovation Hub, il polo d’eccellenza dedicato alla promozione dell’innovazione e della sostenibilità nel settore agroalimentare, nato dalla collaborazione tra Eatable Adventures, uno dei principali acceleratori foodtech a livello globale e un gruppo di importanti istituzione e industrie del territorio veronese (da Fondazione Cariverona a UniCredit, dal Comune di Verona a Veronafiere, Confindustria Verona, Università degli Studi di Verona, Vasongroup, Mulino Padano e Università di Padova).
Con il bando appena aperto, tra le candidature che si presenteranno in cinque aree chiave che vanno dall’agricoltura innovativa a ingredienti & prodotti next-gen, dall’economia circolare & upcycling a biotech & nuovi processi produttivi, fino a deep tech per la filiera agroalimentare, verranno selezionate fino a 10 idee ad alto potenziale. Una volta che si concluderà la scelta, il percorso partirà a novembre e si concluderà con un demoday a febbraio 2026 durante il quale le soluzioni sviluppate verranno presentate a una platea di investitori, grandi aziende e istituzioni di rilievo nazionale. Con il patrocinio del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea) e di Federalimentare, Foodtech Incubator potrà contare su un network scientifico d’eccellenza composto dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), Confagricoltura Verona, Università di Verona e Università di Padova, che assicurerà al programma solide competenze, connessione diretta con la ricerca accademica e un canale privilegiato per il trasferimento tecnologico verso le imprese agroalimentari. In dettaglio, il percorso prevede un programma ibrido e intensivo con formazione, mentorship e workshop, attraverso un confronto diretto con aziende e investitori. Si parte con un bootcamp iniziale dedicato a definire le basi del progetto e allineare il lavoro sui pilastri chiave. A seguire un calendario di sessioni di gruppo online per condividere conoscenze, strumenti e best practice, infine sessioni individuali 1:1 per approfondire le specificità di ogni iniziativa e accelerarne la crescita.
Dopo aver consolidato il modello a Verona e nel Triveneto, questa iniziativa segna l’avvio della strategia di espansione nazionale del Verona Agrifood Innovation Hub con un piano pensato per replicare il progetto in altri poli strategici italiani e accompagnare l’intera filiera agroalimentare verso soluzioni più digitali, sostenibili e interconnesse. Foodtech Incubator, illustra Filippo Federico, ecosystem manager del Verona Agrifood Innovation Hub, “rappresenta l’evoluzione naturale del nostro modello di successo. In due anni abbiamo dimostrato che da Verona si può costruire un ecosistema nazionale capace di attrarre giovani talenti e rafforzare la filiera agroalimentare italiana”.
In un comparto che nel 2024 ha raggiunto i 75 miliardi di euro ma che si trova a dover affrontare sfide cruciali che vanno dalla digitalizzazione dell’agricoltura al cambiamento climatico, dall’evoluzione delle abitudini alimentari alla ricerca di un nuovo equilibrio tra salute dell’uomo e del pianeta, Foodtech Incubator punta a colmare il divario tra ricerca e settore agroalimentare, creando le condizioni favorevoli per lo sviluppo di nuove imprese tecnologiche. Per questo, conclude Federico, “ora portiamo questa esperienza al livello successivo con un programma dedicato che trasforma la ricerca universitaria, e non solo, in imprese concrete, offrendo alle aziende innovazione tecnologica e accesso privilegiato ai migliori innovatori del settore. Il nostro obiettivo è consolidare la leadership del Made in Italy agroalimentare nel mondo”.
Fonte: La Repubblica, 25/09/2025, articolo di Antonio Calitri
